Un’indagine pubblicata dal Quotidiano del Sud ridisegna la mappa dei prezzi delle abitazioni nel capoluogo lucano. Macchia Romana guida la classifica, mentre il centro storico perde il primato. Dietro i numeri emerge un cambiamento più profondo: il valore di una casa è sempre più legato alla qualità dell’abitare.
C’è un dato che, più degli altri, racconta quanto sia cambiata Potenza: oggi un’abitazione in via Gandhi, nel quartiere Macchia Romana, vale mediamente quasi il 50% in più di una in via Pretoria.
Non è soltanto una curiosità statistica. È il segno di una città che sta ridisegnando le proprie gerarchie immobiliari, nella quale il prestigio di un indirizzo non coincide più necessariamente con la sua centralità storica.
A mettere nero su bianco questa trasformazione è un’indagine di Quadrivo, ripresa il 3 novembre 2026 dal Quotidiano del Sud, che ha analizzato le quotazioni immobiliari di 196 strade cittadine attraverso l’elaborazione dei dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dell’Anagrafe nazionale dei numeri civici e delle strade urbane.
Ne emerge una fotografia interessante, che merita di essere letta andando oltre la classifica dei prezzi. Perché il mercato immobiliare, attraverso le proprie quotazioni, finisce per raccontare anche le trasformazioni sociali, urbanistiche e culturali di una città.
In cima alla graduatoria troviamo via Gandhi, con una quotazione media di 2.200 euro al metro quadrato. Seguono via Consolini, via Frigerio e piazza della Costituzione Italiana, tutte attestate intorno ai 2.100 euro.
Via Pretoria, da sempre simbolo della centralità commerciale e sociale di Potenza, occupa invece la quarantacinquesima posizione, con un valore medio di 1.500 euro al metro quadrato. Viale Marconi si colloca sulla stessa quotazione, mentre viale Dante scende a 1.400 euro.
All’estremo opposto della classifica c’è via Poggio Cavallo, con 600 euro al metro quadrato: una differenza che porta il rapporto tra il valore massimo e quello minimo a circa 3,7 volte.
Per un appartamento di 80 metri quadrati, significa passare da un valore indicativo di 48.000 euro a uno di 176.000 euro.
Numeri che naturalmente non descrivono ogni singolo immobile. All’interno della stessa strada possono convivere edifici con caratteristiche, condizioni e valori molto differenti. Le quotazioni territoriali sono uno strumento di lettura del mercato, non una valutazione puntuale delle singole abitazioni.
Eppure, considerate nel loro insieme, restituiscono un’indicazione difficilmente trascurabile: la mappa del valore residenziale potentino non è più quella di qualche decennio fa.
Dalla centralità geografica alla qualità della vita
Per comprendere questa evoluzione bisogna interrogarsi su ciò che, nel frattempo, è cambiato nella domanda immobiliare.
Per intere generazioni, vivere nelle aree centrali significava trovarsi nel cuore della vita cittadina. La vicinanza alle attività commerciali, agli uffici e ai principali luoghi di incontro rappresentava un vantaggio determinante, spesso sufficiente a giustificare una maggiore valutazione degli immobili.
Questi elementi non hanno perso importanza. Ma oggi convivono con esigenze che un tempo avevano un peso decisamente inferiore.
La possibilità di raggiungere agevolmente il posto di lavoro, disporre di un’autorimessa, vivere in ambienti luminosi, avere un terrazzo o un giardino, contenere i consumi energetici e abitare in un edificio dotato di impianti moderni sono diventati fattori centrali nelle decisioni di acquisto.
Anche il rapporto con il tempo è cambiato. La casa non è più soltanto il luogo in cui si torna alla fine della giornata. È uno spazio nel quale si trascorre una parte importante della propria vita, si lavora, si ricevono amici, si coltivano interessi e si cerca una dimensione di benessere personale.
Il valore immobiliare, in altre parole, riflette sempre più il valore dell’esperienza abitativa.
Ed è proprio questa la chiave attraverso la quale leggere il progressivo rafforzamento delle aree residenziali più moderne.
Macchia Romana: da quartiere di espansione a nuova centralità residenziale
Il primato di via Gandhi assume un significato particolare se osservato nel contesto dell’evoluzione urbanistica di Potenza.
Macchia Romana è stata protagonista, negli ultimi decenni, di una profonda trasformazione. Un’area che ha progressivamente consolidato la propria identità residenziale anche grazie alla presenza di importanti servizi e infrastrutture, a cominciare dall’ospedale e dall’università, oltre che dalla connessione con le principali vie di accesso alla città.
Ma la localizzazione, da sola, non spiega tutto.
Il quartiere ha beneficiato anche della presenza di un patrimonio edilizio mediamente più recente rispetto a quello di molte zone centrali, con soluzioni abitative spesso più vicine alle esigenze contemporanee.
La disponibilità di garage, spazi esterni e distribuzioni interne moderne può incidere sensibilmente sull’attrattività di un’abitazione. Così come la qualità delle costruzioni, l’efficienza degli impianti e la possibilità di vivere in contesti residenziali meno congestionati.
Non significa che ogni immobile di Macchia Romana sia necessariamente superiore a uno del centro storico. Significa, piuttosto, che alcune caratteristiche diffuse nelle aree di espansione incontrano oggi una domanda particolarmente significativa.
Il risultato è una nuova forma di centralità. Non più definita soltanto dalla posizione sulla carta, ma dalla capacità di un quartiere di rispondere concretamente alle necessità di chi lo abita.
La visione Astor: costruire valore, prima ancora che immobili
La riflessione più interessante che questa analisi suggerisce riguarda però il prodotto immobiliare stesso.
Due appartamenti della medesima superficie, nello stesso quartiere e persino nella stessa strada possono avere valori profondamente diversi.
Un edificio di nuova generazione, progettato con attenzione alle prestazioni energetiche, all’isolamento acustico, alla distribuzione degli spazi e alla qualità degli impianti, offre caratteristiche difficilmente confrontabili con quelle di una costruzione che necessita di interventi di riqualificazione.
E non si tratta esclusivamente di comfort.
Una casa efficiente può comportare minori consumi e costi di gestione. Una distribuzione degli ambienti ben studiata può rendere più vivibile una superficie contenuta. Uno spazio esterno realmente fruibile può modificare il modo in cui una famiglia vive la propria abitazione.
Sono aspetti che concorrono a definire non soltanto il prezzo iniziale, ma anche l’attrattività futura dell’immobile.
Per questo, leggere il mercato esclusivamente attraverso il costo al metro quadrato rischia di essere riduttivo. Il prezzo indica quanto viene attribuito oggi a un immobile. La qualità del progetto contribuisce a determinarne la capacità di conservare valore nel tempo.
Per Astor, che a Potenza ha sviluppato una parte importante del proprio percorso imprenditoriale, questa evoluzione del mercato rappresenta un tema particolarmente significativo.
La nostra attività si fonda su una convinzione precisa: la qualità di una residenza non può essere affidata soltanto alla posizione o all’estetica dell’edificio. Deve nascere da un progetto capace di interpretare le necessità delle persone, attraverso scelte architettoniche, costruttive e tecnologiche coerenti.
È un approccio che attraversa la nostra esperienza e trova espressione anche in Raffaello Bellavista Living, il progetto residenziale che stiamo realizzando nella parte alta di Macchia Romana, nell’area dell’Epitaffio.
Qui la posizione panoramica, il rapporto con il verde, la vicinanza ai servizi cittadini e la ricerca della qualità abitativa diventano elementi di un unico disegno.
Non basta, infatti, scegliere una zona considerata appetibile dal mercato. Occorre dare a quella posizione un contenuto architettonico e abitativo all’altezza delle aspettative.
È in questa capacità di trasformare le potenzialità di un luogo in qualità concreta che riconosciamo il significato più autentico del nostro lavoro.
Il valore di domani si decide oggi
L’indagine sulle 196 strade di Potenza offre uno spunto che va ben oltre la contrapposizione tra centro e periferia.
Le città non sono organismi immobili. Cambiano le abitudini, si sviluppano nuovi servizi, emergono nuove esigenze e quartieri un tempo considerati marginali possono diventare luoghi particolarmente desiderati.
Lo stesso concetto di posizione privilegiata si evolve insieme alla città.
Il centro storico continuerà ad avere un ruolo insostituibile nell’identità di Potenza. Le aree residenziali più recenti, dal canto loro, saranno chiamate a dimostrare nel tempo la qualità e la solidità del proprio sviluppo.
In entrambi i casi, il patrimonio immobiliare dovrà confrontarsi con una domanda sempre più attenta a ciò che una casa è realmente in grado di offrire.
Per chi si prepara a comprare, la lezione è semplice: valutare un’abitazione significa guardare molto oltre il suo indirizzo e il suo prezzo.
Per chi costruisce, la responsabilità è ancora più grande. Significa progettare edifici capaci di rispondere alle esigenze di oggi senza diventare rapidamente inadeguati a quelle di domani.
Perché una buona posizione può rendere desiderabile una casa. Ma è la qualità di ciò che si costruisce a darle valore nel tempo.
Fonte: Il Quotidiano del Sud, 3 novembre 2026, «Comprare case a Potenza: via Gandhi è la più cara, via Poggio Cavallo la più economica. L’analisi di Quadrivo sui prezzi di 196 strade cittadine». Dati elaborati dalla piattaforma Quadrivo attraverso fonti OMI e ANNCSU, come riportato nell’articolo.





